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Routine, not Superstition

La routine è un processo proattivo e costruttivo verso il raggiungimento della vittoria. È basata su azioni e pratiche deliberatamente scelte e ottimizzate per migliorare le prestazioni. La routine aiuta a stabilire un senso di controllo sull’ambiente e sulle circostanze, enfatizzando l’importanza della preparazione e della dedizione. Gli atleti che aderiscono a una routine solida sono spesso meglio equipaggiati mentalmente e fisicamente per affrontare le sfide della competizione, riducendo l’incertezza e aumentando la fiducia nelle proprie capacità.

D’altra parte, la superstizione spesso nasce dalla paura e dall’incertezza. È una tentativa di controllare l’inaspettato e di mitigare la paura del fallimento o dell’ignoto. Mentre le routine si basano su azioni che hanno un impatto diretto e misurabile sulle prestazioni, le superstizioni si basano sulla speranza che certe azioni non correlate possano influenzare il risultato in modo positivo. Questo può portare a una dipendenza psicologica da rituali che non hanno alcun effetto reale sulla prestazione, creando potenzialmente più ansia se questi rituali non possono essere eseguiti.

Per gli allenatori, è essenziale:

  1. Promuovere la Routine come Fondamento per il Successo: Insegnare agli atleti che le routine ben progettate e basate sull’evidenza sono strumenti fondamentali per raggiungere l’eccellenza sportiva e la vittoria.
  2. Affrontare le Superstizioni con Sensibilità: Riconoscere che le superstizioni possono essere radicate nella paura e nell’insicurezza. Gli allenatori dovrebbero lavorare per sostituire gradualmente queste credenze con pratiche più concrete e basate sulla realtà.

La routine è uno strumento strategico e intenzionale verso il successo mentre la superstizione è una reazione alla paura dell’incertezza. Occorre sviluppare una mentalità che valorizza la preparazione e la resilienza piuttosto che il ricorso a rituali basati sulla fortuna è fondamentale nella costruzione di atleti mentalmente forti e orientati al successo.

Purtroppo talvolta anche allenatori stessi sono coinvolti in comportamenti superstiziosi e allora la situazione diventa più complessa, poiché il loro comportamento può avere un impatto significativamente negativo sugli atleti che guidano. Ecco alcuni punti chiave da considerare in questo scenario:

  1. Esempio per gli Atleti: Gli allenatori sono modelli di riferimento per i loro atleti. Se un allenatore mostra una forte dipendenza dalle superstizioni, questo può involontariamente incoraggiare gli atleti a fare lo stesso. È importante per gli allenatori essere consapevoli dell’impatto del loro comportamento sugli atleti e cercare di esemplificare pratiche basate sull’evidenza e sulla preparazione razionale.
  2. Credibilità e Autorità: La credibilità e l’autorità di un allenatore possono essere messe in discussione se si percepisce che le loro decisioni o consigli sono basati su superstizioni piuttosto che su conoscenze o pratiche solide. È cruciale che gli allenatori mantengano un approccio razionale e basato su fatti.
  3. Gestione dello Stress e della Pressione: Spesso, le superstizioni nascono come meccanismi di coping per gestire lo stress e la pressione. Gli allenatori dovrebbero essere incoraggiati a sviluppare metodi più efficaci e salutari per gestire lo stress.
  4. Formazione e Sviluppo Professionale: Gli allenatori possono beneficiare di formazione e sviluppo professionale che includano elementi di psicologia sportiva, gestione dello stress e leadership. Questo può aiutarli a comprendere meglio l’impatto delle loro azioni e a sviluppare strategie più efficaci per guidare i loro atleti.
  5. Confronto e Discussione: A volte, può essere utile affrontare direttamente le questioni relative alle superstizioni in un contesto di squadra. Discussione aperta e costruttiva può aiutare a chiarire la differenza tra superstizione e routine, e l’importanza di basare le decisioni e le azioni su principi solidi e razionali.

Lavorare verso un approccio più razionale e basato sull’evidenza non solo migliorerà le loro competenze di coaching, ma fornirà anche ai loro atleti un modello di comportamento più sano e produttivo.

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