I pronipoti e AI

by Life&Mind

L’ intelligenza Artificiale è tra noi. Persone spaventate , fuga sulle montagne e preparazione alla resistenza. Il terrore si è diffuso. L’ umano sarà sostituito dai robot ……eppure:

i “Pronipoti” sono stati una delle serie animate più visionarie di sempre. Nati nel 1962 dalla fantasia di Hanna-Barbera, ci hanno catapultati in un futuro sfavillante e pieno di meraviglie tecnologiche, un mondo in cui le città fluttuano nel cielo, le auto sfrecciano tra le nuvole e la vita sembra scorrere senza intoppi grazie a una serie infinita di dispositivi ultramoderni.

Al centro della storia c’è la famiglia Jetson: George, il padre un po’ imbranato ma ben intenzionato, lavora per la Spacely Sprockets e il suo compito è… premere un pulsante. Sì, perché nel loro mondo il lavoro si è ridotto al minimo, e la fatica è praticamente un ricordo del passato. Sua moglie Jane si occupa della casa, che però è così automatizzata che non ha poi molto da fare, mentre i figli Judy e Elroy vivono a pieno le gioie della tecnologia. A completare il quadro ci sono il cane Astro, che si muove su un tapis roulant, e Rosie, la governante robotica, che tiene tutto sotto controllo con un pizzico di sarcasmo.

Guardando oggi questa serie, ci si accorge che gli sceneggiatori avevano davvero un occhio lungo: molte delle invenzioni che allora sembravano pura fantascienza sono ormai realtà. Le videochiamate, per esempio, erano un’idea pazzesca per il pubblico degli anni ’60, ma oggi sono parte della nostra vita quotidiana grazie a Zoom e FaceTime. Gli smartwatch che George Jetson sfoggia con nonchalance? Oggi li abbiamo al polso e ci dicono persino quante calorie bruciamo. E che dire delle case domotiche? Jane Jetson parlava con la sua casa e accendeva elettrodomestici con la voce, proprio come oggi facciamo con Alexa o Google Assistant.

Persino Rosie, con la sua verve da tata tecnologica, anticipa l’arrivo dei robot domestici. Certo, oggi abbiamo solo aspirapolvere robotizzati come Roomba, ma con la velocità con cui sta evolvendo l’intelligenza artificiale, chissà, presto potremmo avere una Rosie in carne… anzi, in metallo e circuiti. E poi ci sono le auto volanti: magari non le vediamo ancora sfrecciare sopra le nostre teste, ma aziende come Klein Vision e Terrafugia ci stanno lavorando sul serio.

Ma “I Pronipoti” non sono stati i soli a immaginare il futuro con incredibile precisione. La letteratura e il cinema abbondano di autori e registi che hanno anticipato invenzioni e cambiamenti epocali. Jules Verne, ad esempio, nel XIX secolo scriveva di sottomarini elettrici in Ventimila leghe sotto i mari e di viaggi spaziali in Dalla Terra alla Luna, decenni prima che diventassero realtà. George Orwell, con il suo 1984, ci ha avvertiti su un mondo dominato dalla sorveglianza e dal controllo di massa, qualcosa che oggi risuona inquietantemente con l’era del digitale e dei big data. Philip K. Dick, nei suoi romanzi come Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, ha prefigurato l’intelligenza artificiale e la difficoltà di distinguere umano e macchina, un tema sempre più attuale con lo sviluppo della robotica avanzata.

E poi c’è Isaac Asimov, che con le sue Tre leggi della robotica ha posto le basi per il dibattito etico sui robot, anticipando di decenni le discussioni che oggi animano filosofi e ingegneri sull’intelligenza artificiale oltre allo stuolo infinito dei perditempo. Ray Bradbury, invece, nel suo Fahrenheit 451 descriveva un futuro in cui gli schermi giganti, potenti distrattori di massa, dominano la vita quotidiana (smartphone? social? notifiche?)e la lettura è quasi scomparsa, qualcosa che oggi potrebbe far pensare all’onnipresenza di social media e intrattenimento digitale.

In fondo, la fantascienza non è solo un genere di pura immaginazione: è una lente con cui possiamo scrutare il futuro, una macchina del tempo che ci permette di sbirciare in avanti. E, come ci hanno dimostrato “I Pronipoti” e questi grandi autori, spesso il futuro arriva molto prima di quanto pensiamo.

devo interrompere….. il mio Roomba del 2002 ha finito di pulire il pavimento!

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