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AUTOEFFICACIA NELLO SPORT E NELL’ESERCIZIO: DETERMINARE SFORZO, PERSISTENZA E PRESTAZIONI


Un complesso processo di autovalutazione e autopersuasione costituisce la base dei giudizi che gli individui creano riguardo al fatto di ritenere di avere le capacità per raggiungere un obbiettivo . Questo è noto come autoefficacia e si basa sull’elaborazione cognitiva da un’ampia gamma di fonti di informazioni

L’ autoefficacia è un meccanismo psicologico che riguarda la convinzione di un individuo circa le sue capacità di determinare il controllo su situazioni che influenzano la sua vita . Quanto bene si crede di poter organizzare ed eseguire azioni che consentano il raggiungimento di prestazioni di successo, non è basato sulle abilità che si hanno, ma su ciò che crediamo di poter ottenere con queste abilità .

L’autoefficacia può essere vista come una una sorta di fiducia in se stessi in una situazione molto specifica, che influenza le attività che gli individui scelgono di affrontare, lo sforzo che ci mettono e il grado di persistenza che dimostrano in situazioni di fallimento .

Al centro dell’autoefficacia si trovano due distinti aspetti che svolgono la propria parte per quanto riguarda il comportamento di un individuo e il suo risultato. Le aspettative di risultato implicano la convinzione di un individuo che un determinato comportamento porterà a determinati risultati. Le aspettative di efficacia sono la variabile cognitiva chiave e determinano quanto sforzo un individuo farà e per quanto tempo persisterà di fronte alle avversità .

Le aspettative di efficacia personale si basano su quattro principali fonti di informazione.

I risultati delle prestazioni sono la fonte più influente di informazioni sull’autoefficacia , con forti aspettative di efficacia sviluppate attraverso continue prestazioni di successo. Una maggiore autoefficacia derivata dal precedente raggiungimento delle prestazioni determina lo sforzo e la perseveranza sostenuti, che è la chiave per superare i fallimenti occasionali, migliorando in definitiva le prestazioni.

Le esperienze ausiliarie implicano l’osservazione diretta della propria prestazione o di quella di un altro (esperienze vicarie), cosa che aumenta le aspettative di efficacia in particolare quando si osservano prestazioni di successo. L’ autoefficacia può determinare le prestazioni nello sport e nell’esercizio attraverso l’osservazione degli altri mentre gli stessi persistono nei loro sforzi fino a quando il risultato della prestazione non corrisponde agli standard che si erano dati.

La persuasione verbale è usata frequentemente per persuadere gli individui del poter affrontare con successo ciò che potrebbe averli sopraffatti in passato. Gli individui che sono socialmente persuasi da allenatori, genitori e coetanei a credere di avere le “capacità di raggiungere” hanno maggiori probabilità di esibire uno sforzo e una tenacia maggiori, migliorando le proprie prestazioni .

In termini di stati fisiologici, il semplice riconoscimento che l’eccitazione fisiologica è informativa e motivante determina i livelli di stimoli motivazionali come lo sforzo e la persistenza verso l’azione.

Le conseguenze del modo in cui queste varie fonti di informazioni sull’efficacia vengono elaborate per creare giudizi su compiti diversi determina il livello di motivazione degli individui che si riflette nel loro sforzo profuso e nella persistenza mostrata.

La teoria dell’autoefficacia suggerisce che le convinzioni sull’autoefficacia predicono i propri comportamenti, i modelli di pensiero e la motivazione. Gli individui con un’elevata percezione di autoefficacia parteciperanno prontamente e più frequentemente, si impegneranno di più e persisteranno più a lungo, migliorando le loro prestazioni .

Gli studi hanno rilevato che maggiore è l’autoefficacia, maggiore è la persistenza e lo sforzo, misurati nelle prestazioni motorie e nella resistenza muscolare . Insomma alte convinzioni sulle proprie capacità di utilizzare le proprie abilità ed eseguire una performance di successo possono guidare lo sforzo e la persistenza, migliorando di conseguenza le prestazioni.

Le prime ricerche hanno esplorato l’autoefficacia come determinante delle prestazioni nei maratoneti. I questionari pre e post furono completati da 90 maratoneti che avevano completato la loro seconda maratona . Le analisi indicarono che il tempo finale della maratona era correlato all’autoefficacia.

Più recentemente una meta-analisi che ha tenuto conto di molta letteratura esistente sull’autoefficacia e le prestazioni nello sport e nell’esercizio ha messo in evidenza che autoefficacia e performance hanno avuto una relazione positiva e significativa.

Le convinzioni sull’autoefficacia per esempio sono importanti nella previsione delle prestazioni nel triathlon. L’autoefficacia della prestazione è risultata essere l’unica misura significativamente correlata alle prestazioni dei triatleti. Gli atleti con una maggiore autoefficacia hanno ottenuto risultati migliori rispetto a quelli con una minore autoefficacia.

Questi studi mostrano come l’autoefficacia determini lo sforzo, la persistenza e le prestazioni nello sport. Gli individui con una maggiore autoefficacia hanno convinzioni più forti riguardo alle loro capacità di correre determinati tempi , finire in una posizione specifica di classifica ed eseguire una particolare abilità. Con un forte senso di autoefficacia si ha una forte volontà di impegnarsi di più e persistere anche quando si incontra una condizione avversa. Lo sforzo e la perseveranza sono poi la base per migliorare le prestazioni nello sport e nell’esercizio .

Ci sono risultati che tuttavia mostrano che l’autoefficacia potrebbe non predire sempre con forza le prestazioni successive. È stato osservato che gli individui con un’elevata autoefficacia possono talvolta diventare troppo ottimisti motivo per cui investono meno risorse dopo che hanno raggiunto gli obiettivi, diminuendo quindi le loro prestazioni .

E’ quindi un equilibrio cognitivo che occorre trovare dove da una parte occorre gradualmente fare le esperienze adeguate al livello di partenza di un atleta per costruire un forte senso di efficacia, successivamente lo stesso atleta deve rendersi conto se un forte senso di autoefficacia non lo porti a sottovalutare il lavoro e gli impegni successivi.

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