Sequestro Emozionale

Emotività vs Performance Ogni atleta vive la vigilia in modo personale. Fondamentalmente si possono identificare due grandi categorie di sportivi: da una parte coloro che aspettano con impazienza il momento della gara, dall’altra quelli che tendono a subire la verifica della competizione. I primi sono solitamente quelli che riescono a performare in linea con le […]

Preoccupazione

Stress, ansia, stanchezza perenne, mancanza di energia, pessimismo… Il modo in cui la preoccupazione si ripercuote sul cervello è tossico, portiamo al limite tutte le nostre risorse emotive fino a sperimentare una sensazione di allarme costante. Gli effetti della preoccupazione sul cervello possono essere riassunti in una sola parola: tossici. Anche se questa realtà psicologica […]

Mindfulness e sport: lasciar andare e…vincere!

Attraverso l’utilizzo della mindfulness nello sport, l’atleta troverebbe un modo per affrontare gli ostacoli interiori al raggiungimento del risultato La mindfulness sta diventando una pratica sempre più diffusa in ogni ambito, da quello clinico a quello aziendale passando anche per la psicologia dello sport. Gli atleti nell’affrontare una gara mettono in atto una serie di […]

LO SPORT COME FILOSOFIA EDUCATIVA E SOCIALE: UNA PROSPETTIVA DECOSTRUZIONISTA

Lo sport nelle scienze sociali: da chimera a realtà Marco Pasini (dir.) M@gm@ vol.11 n.1 Gennaio-Aprile 2013 Emanuele Isidori emanuele.isidori@uniroma4.it Dirige il Laboratorio di pedagogia generale presso l’Università di Roma “Foro Italico” dove, oltre all’omonima disciplina, insegna anche filosofia dello sport e dell’educazione olimpica. Introduzione Lo sport rappresenta nella cultura contemporanea una palestra di riflessione […]

Perché i keniani corrono così forte? (2015)

Se, come disse il giocatore della nazionale inglese Gary Lineker nel 1990, il calcio è un gioco semplice in cui «22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince», la corsa è uno sport ancora più semplice, in cui si parte tutti insieme dopo un colpo di pistola e alla […]

Fatigue

Definition of Fatigue Fatigue  is  an  overwhelming  sustained  feeling  of exhaustion  and  decreased  capacity  to  complete physical  and  mental  work.  It  is  multidimensional with emotional, behavioral, and cognitive components.  Feelings  of  fatigue  are  associated  not  only with disease states but also with healthy functioning.  Approximately  20%  of  adults  worldwide report  current  fatigue.  When  examined  in  […]

Develop Consistency

DEVELOP CONSISTENCY Written by As the hockey school season winds down and training camps begin in approximately a month’s time, most athletes look to build upon their summer skates and create a consistency of performance as they head into the season. Consistency of performance is a hard attribute to attain (hence why I maybe write […]

INCENTIVI

Incentivi: quando sono utili tratto da | Dic 30, 2015 | Si ritiene che un meccanismo di incentivazione aiuti alla risoluzione dei problemi in tempi più rapidi: se si vuole che le persone performino di più, devono essere premiate. Più o meno è così. Vero? Per spiegare meglio cosa voglio dire, voglio parlarti di un esperimento che […]

Athletic Brain

The athletic brain The Sport & Exercise Psychology Lab at Florida State University takes an in-depth look at athletes’ cognitive processes By Kirsten Weir March 2019, Vol 50, No. 3 Print version: page 56 CITE THIS Weir, K. (2019, March). The athletic brain. Monitor on Psychology, 50(3). http://www.apa.org/monitor/2019/03/athletic-brain Athletes get a lot of attention for […]

WYSIATI

Wysiati

Wysiati è l’acronimo utilizzato da Daniel Kahneman per sintetizzare un potente bias che condiziona il nostro modo di giungere in fretta alle conclusioni: What You See Is All There Is. La traduzione più efficace è questa: tutto ciò che vedi è essenzialmente tutta la realtà e basta. È il modo in cui credi che le informazioni siano complete senza chiederti se sia il caso di cercare approfondimenti e salti quindi subito a “ovvie” conclusioni. Ecco un esempio: “è una persona metodica, competente, equilibrata…”. Stai subito pensando ad un individuo civile e di cui ci si può fidare. Non pensi che potrei aggiungere che la stessa persona “sostenga una visione razzista dell’umanità e che Hitler fosse un genio”.

È la prima impressione che conta, la quale si associa presto alle informazioni disponibili in memoria che danno senso alle tue velocissime conclusioni. Quanto sai e hai imparato a scuola o in giro serve poco se non è attivato, cioè se non sei allenato ad andare un po’ più avanti con le tue riflessioni. Per certi versi è come se non esistessero le altre cose che sai perché non sono “online” nel tuo cervello.

Questa cosa è intressante e sarebbe meglio approfondirla: c’è un’inconfondibile disparità nel modo in cui la tua mente tratta le informazioni immediatamente disponibili rispetto a quelle che non lo sono. Una situazione psicologica che implica una costante problema nel modo in cui giudichi un fatto o una persona: non falsifichi quasi mai ciò che suona bene.

Kahneman aggiunge un’osservazione brillante in questo discorso:

Il sistema 1 è radicalmente insensibile sia alla qualità sia alla quantità delle informazioni che generano impressioni e intuizioni… […] è la coerenza, non la completezza delle informazioni che conta per una buona storia. 

Dovrei trattare a più riprese il concetto della coerenza. Nel Novecento, molte discipline scientifiche e non hanno dovuto fare i conti con la coerenza. Prendi nota e sottolinea questo aspetto: non la qualità o la quantità dell’informazione conta, ma la coerenza. Vale a dire i rapporti complessivi tra le parti, e tra le parti e l’insieme. In un altro contesto, per capire un disturbo psichico non è così importante andare alla ricerca della parte mancante della tua storia (psicoanaliticamente rimossa), ma ricostruire le modalità attraverso cui dai coerenza alle tue storie psichiche.